Storie dall'Hangar

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Storie dall'Hangar

Messaggioda Balax » 8 apr 2015, 11:45

La giornata filava noiosa come un CubaLibre con troppo poco rum...
Stavo leggendo, senza capirla, la lista degli pezzi di ricambio richiesti dal nostro meccanico, il Tullo....
"Vaselina? Di nuovo??? Ma non abbiamo comprato la confezione magnum solo la scorsa settimana?"
La Carrack sonnecchiava nell'hangar, sognando stelle mai viste.
La frenesia delle manutenzioni non sembrava turbare la sua indifferente quiete.
Nemmeno i roboanti peti da TacoBell che DioDellaMorte annunciava con sonanti "Ueh! Sentite questa!.... eeee... abbiamo un vincitore!" scalfivano la soporifera atmosfera.
Mav sprofondava sulla poltrona in caucciù a due metri da me, sparandosi un caffè_corretto_fernet dietro l'altro ed imprecando contro i crescenti prezzi del carburante e/o del fernet.
Shakiro arrivò di corsa prendendo a calci tutte le lattina vuote che riusciva a trovare, spesso deviando il percorso per trovarne altre da calciare e talvolta sconfinando in hangar limitrofi: "Dov'è il Tullo? L'iper-relè dell'iper-guida è ancora iper-scassato...". "Controlla in bagno" fece Mav "da quando ha scoperto che su Interdet ci sono pure i video ha deciso che è assolutamente prioritario sviluppare i muscoli interossei della mano". Shakiro fissò un punto nel vuoto con lo sguardo attento di uno scaldabagno, sondando le proprie sinapsi per interpretare la biascicata parlata di Mav... dopo una manciata di secondi riprese "Catzo... diventarà cieco e ci costerà una fortuna in cure mediche!" e corse via, dribblando un sacchetto di patatine anteguerra, tentando un improbabile rabona con una lattina di olio, fratturandosi il metatarso e canticchiando Hips don't lie.....

Che equipaggio... signori, che equipaggio.... presto si partirà. Che gli Dei che vigilano sulle stelle lontane si degnino di dare un'occhiatina anche a noi.
Ma sarà divertente, non ci son dubbi su questo... e nemmeno sul fatto che il fernet dovrebbe costare molto meno.
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Re: Storie dall'Hangar

Messaggioda Dust » 8 apr 2015, 13:08

hahaha fantastico racconto..ti prego continualo.
Voglio saperne di più sul metatarso rotto di Shakiro :troll:
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Re: Storie dall'Hangar

Messaggioda Maverick87Shaka » 8 apr 2015, 14:13

La cosa stupenda di questo racconto è che, conoscendoci, è quanto di più verosimile accadrà nel mondo persistente!
Grande Balax!
Attendiamo i prossimi sviluppi!
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Re: Storie dall'Hangar

Messaggioda Sabnak » 8 apr 2015, 14:33

Grande Balax buon appetito!!!
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Re: Storie dall'Hangar

Messaggioda Balax » 9 apr 2015, 8:30

Scelte
Tullo fischiettava baldanzoso, attraversando l’hangar e dirigendosi verso di noi. Le mani così ficcate in tasca che era quasi autoerotismo, il volto segnato da numerosi graffi e da un occhio nero che avrebbe potuto procurarsi dando “dell’abbronzato” a Mike Tyson XXV°.
Di solito questo condimento lasciava intendere che era il momento de “L’angolo della storiella erotica di Tullo”. Abboccai con tutta la lenza, anche perché era sempre divertente vedere cosa gli era capitato.
“Hola, Tullo. Che si narra? Hai fatto a cazzotti con uno Wookie?”
Il mio meccanico preferito, sfoderò il suo irresistibile sorriso da “adesso vi racconto”, mentre Shakiro iniziava a sogghignare e Mav tirava fuori i Pop-Corn.
“No, no… è che ieri sera ….” (tutte le storie di Tullo iniziano così…. “E’ che ieri sera….” …. Anche quando siamo in viaggio da sei mesi, tutti stipati in 10 metri quadri e per farti la doccia devi vincere le tue ritrosie e i tuoi pudori... anche per questo di solito non faccio la doccia… ma a noi piace così e lui non ama deluderci) “ieri sera ho provato una nuova tecnica amorosa rivoluzionaria: la posizione a Rodeo.”
La nostra attenzione era già catturata: Tullo ci sapeva fare, nulla da dire.
“Allora.. si fa così: guardi la Lei negli occhi e le dici le cose sporche finchè lei decide di dartela pur di farti smettere. La fai mettere a pi-greco-mezzi (novanta gradi, per i non matematici e per Shakiro) e cominci a lavorare da tergo. Sapete come si fa, vero? Anche tu Balax, hai pur visto qualche filmino, vero? Bene quando il movimento raggiunge il corretto grado di automatismo, ti chini in avanti e le sussurri all’orecchio il nome di sua sorella o di una sua amica: devi stare in groppa per novanta secondi”.
Si concludeva così, con le risate di Shakiro che sfondavano il soffitto dell’hangar, io che mi facevo prendere da una sincope e Mav che sbrodolava pop-corn ovunque.
In questa atmosfera si palesò Doc Polverina, così chiamato per il sapiente uso di certe sostanze che sapevano allietare le più tetre traversate siderali.
“Allora, combriccola… avete pensato ad un nome per la Carrack? Bisogna battezzare la creatura, prima di prendere il largo”
A questa voce, anche gli altri membri dell’equipaggio si fecero sotto e cominciarono a dire la loro, alternando cenni di approvazione a solenni dinieghi, spintoni a rutti apocalittici.
A voi, quindi, equipaggio: dite la vostra…..
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Re: Storie dall'Hangar

Messaggioda Balax » 13 apr 2015, 11:24

Una selva di commenti, imprecazioni, suggerimenti, canzonature e financo eresie non tardò a erompere da bocche solitamente adoperate per l’ingestione di grosse quantità di alcolici.
“Meatball”, “Mon Fried Calamari”, “Bistecca”, “Wendy” le prime che mi sovvengono… qualche “Bon Appetit”…
In effetti non avevo le idee molto chiare e le molte idee non mi aiutarono a scegliere….
“Orgrimmar” proruppe, ad un certo punto il Giangi.
“Ancora con quello schifo di gioco di inizio millennio?” fece Shakiro, “Zorld of Zardraft è un gioco di merda… anzi, mi correggo…. Anche la merda ha preso le distanze da quel gioco”.
A venirmi in aiuto intervennero due dei membri a me più cari del mio staff: Clarc Gheibol e Carnera.
Si trattava (e si tratta tutt’ora) di due animali di compagnia convertiti, tramite trasduttore vocale, a entità sparlanti e compagni di mille avventure.
Clarc Gheibol è un cane emaciato e spellacchiato, con due occhi sporgenti come cupole ed una perenne crisi da astinenza da proto-funghi allucinogeni di cui è ghiotto.
Carnera è un gatto soriano di 65 kili, talmente in forma che non si sposta più da un punto all’altro, ma viene traslato a mano come un sacco di cemento, mediante l’utilizzo di paranchi, transpallet o gru idrauliche.
“A me piace ‘Elianto’” mugugnò Carnera “sai quanto sono affezionato a Benni… il nome ha un che di epico, ma anche di basso profilo… eppoi suona bene… potrei avere ancora un po’ di quei croccantini al triplo formaggio, trippa e rum?”
“Come ti suona ‘Silmaril’, bello?” guaì Clarc Gheibol con la sua voce nasale “in quanto ad epica Tolkien spacca ancora oggi… anche se l’hanno messo all’indice come libro proibito per eccesso di fantasia e per quella versione porno uscita postuma… è tutto un complotto, capo!”
“Ho i due animali più nerd della storia… ma ‘Elianto’ mi ispira e mi intriga… così sia. Tullo! Vai di stencil e vernice”
Così si giunse al nome della Carrack.
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Re: Storie dall'Hangar

Messaggioda Maverick87Shaka » 14 apr 2015, 9:25

Elianto sia!
Quale occasione migliore per radunarci tutti sotto quel muso pronto a fendere lo spazio ignoto, con in mano una bella birra, per brindare alla nuova "nascita".
Tutti meno uno, perchè da buoni italiani medi spaziali, stiamo tutti guardando tullo finire la verniciatura della piccola bestiolina
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Re: Storie dall'Hangar

Messaggioda Balax » 14 apr 2015, 11:03

:lol: Ci vedo come i vecchi da cantiere, tutti con le mani dietro la schiena raccolti a semicerchio intorno a Tullo lavorante, a scuotere il capo, commentare il lavoro e, ogni tanto, ripetere "non si fa mica così quel lavoro lì" o "sappia che ho verniciato astronavi per cinquant'anni, io!"... e Tullo a bestemmiare in lingue che non sapeva nemmeno di conoscere
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Re: Storie dall'Hangar

Messaggioda Dust » 14 apr 2015, 13:13

I Banshee alla ricerca di un antico artefatto su SC..il numero 0 ovviamente è Sgrullo


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Re: Storie dall'Hangar

Messaggioda Balax » 30 apr 2015, 10:14

“Allora? Cosa pensi di mettere in valigia?” “ Le solite cose: due paia di mutande, due paia di calzini, una maglietta da sotto, la tuta spaziale e cinquecento stecche di sigarette. Ma so esattamente dove vuoi andare a parare: non abbiamo tutto quello spazio a disposizione. Il tuo guardaroba resta a terra, Samantha” risposi senza alzare gli occhi dal nuovo catalogo PostalMarkett... (sono sempre stato un fan sfegatato del reparto ‘Intimo’). “Eddai! Lo sai che una donna ha bisogno di sentirsi sempre in ordine ed appropriata per dare il massimo! Non puoi negare che fraggo come una porca quando indosso il mio mini rosso in lamé!” chi stava istericamente petulando alle mie orecchie era Samantha, al secolo Ruggero Bloccasterzi, un omone di un metro e novantotto, con bicipiti sovrastati da altri bicipiti, un giro torace considerato fuori norma in quasi tutti gli ascensori, una pelle color mogano bruciato ed annerito con pennarello indelebile, una parruccona bionda liscia ed una frenetica passione per tacchi alti e mini-vestiti a tubino. E in effetti quando si concia come preferisce lei, Sam spara come un demone cinese: saprebbe mettere un colpo in culo ad una pulce a 300 metri. Era il nostro cannoniere sulla nave ed il nostro assaltatore in caso di sbarchi o abbordaggi. Mi ha sempre fatto un certo effetto vedere questo colosso armato come un film d’azione del ventesimo secolo, sfondare porte e mietere i suoi avversari, sfoderando, nel contempo, un mirabile equilibrio su tacchi a spillo e abitino talmente fasciante che non si intuisce solo il sesso, ma anche la religione.
“Va bene, Sam, posso convenire che fai meglio il tuo lavoro, alle tue condizioni… ma devi limitare il bagaglio a 2 bauli misura standard”. Sam emise un gridolino deliziato e scatto in piedi, dimenandosi e sculettando veloce verso il suo appartamento per fare i bagagli, quasi travolgendo Doc Polverina che stava arrivando verso di me, sfumazzando delle Nazionali senza filtro (ci sono ancora, si).
“Che ha, Sam? Gli hai finalmente promesso la tua verginità anale?” ghigno il tossico. Alzai la faccia disgustato… la visione del magrissimo Doc non migliorò la mia condizione di disgusto: una pertica rachitica con un camice bianco tipo ER (si, lo fanno ancora in replica) ed una massa scomposta di capelli crespi e scarsamente lavati, adagiata sul cranio in modalità ‘passavamo di qui, abbiamo visto una testa e abbiamo deciso di spaparanzarvici’.
“Ok, Balax, notizia buona o notizia cattiva?”, fece il lisergico. “Vai con la cattiva, Doc. Si parte sempre con quella cattiva, per poi indorare la pillola con quella buona” sparò a botta sicura il saggissimo Carnera che copriva il divano alla mia destra. Doc rimase un attimo interdetto, avendo scambiato Carnera per una catasta di vestiti sporchi… poi, realizzando che anche le masse di vestiti sporchi hanno diritto di parola, riprese: “Gustavo, il mio aiutante, non vuole venire con noi… credo che ne abbia abbastanza di spazio interstellare e, soprattutto, ne abbia abbastanza di noi”. “E quella cattiva?” feci io, cinico. “Era questa quella cattiva, insensibile stronzo” mi riprese Doc “so che era ignorante come un coleottero morto, con l’aspetto di un batrace ed un alito che faceva implorar pietà, ma era pur sempre il mio aiutante! Ti devo ricordare quante funzioni devo svolgere? Medico, cuoco, ricercatore sul campo, analista contabile, pulizie bagni, organizzazione giochi di ruolo… mi serve un nuovo assistente.. e l’ho già trovato, pure” “Intanto i bagni li pulisce, Tullo” obiettai “comunque, chi sarebbe il fortunato nuovo batrace-assistente?”. Doc si limitò ad alzare lo sguardo verso l’altro capo dell’hangar, dove una figura si muoveva verso di noi.
Ecco… questo è uno di quei momenti in cui la realtà sembra improvvisamente rallentare, in cui puoi percepire tutti i dettagli che normalmente non potresti cogliere, dove gli odori hanno un fragranza che non ti aspetteresti, dove i colori hanno tonalità che cullano l’anima.
Un seno maestoso avanzava per l’hangar, montato su una altrettanto maestosa fulvo-crinita creatura che si muoveva con la grazia di una pantera che sa di avere una carta di credito ad uso illimitato.
Tullo sbucò da dentro una turbina, sozzo come Caronte ed al solo vedere cotanta ghiandola mammaria, ne fu come purificato, tanto che poi assomigliava ad un amorino, un putto grassottello e roseo che vaga per l’aere con alucce piumate ed un’arpa in mano.
Shakiro la vide passare al suo fianco… lui perfettamente immobile nel tronco (tranne una parte che via-via s’imbarzottiva) e la testa che ruotava come quella di un gufo: giunto in vista del michelangiolesco lato-b, sfiatò un guaito e il suo naso cominciò a sanguinare copiosamente, tanto che Doc Polverina accorse subito bestemmiando per fermare l’epistassi.
Samantho guardò con ammirazione quelle formidabili calazature, tacco 21, che la maliarda portava con una disarmante armonia.
DioDellaMorte emise un assordante ululato, si mise a quattro zampe e prese a sbavare come un lumaca che va alla foglia di insalata, con la lingua a penzoloni.
Mav svenne. Poi si riebbe. Ed ecco ri-svenne. Poi si ri-riebbe e si inginocchiò a mani giunte, ringraziando in lacrime delle divinità inventate sul momento (Mav è un prodigio ad inventare divinità adatte alla situazione… magari un’altra volta ve lo racconto meglio).
Gli altri non li ho visti, ma penso che le reazioni siano state, più o meno, sul medesimo tono.
“Piacere di conoscerla, Capitano” disse una voce melodiosa e suadente proveniente da qualche parte dietro il Ben Di Dio “la mia faccia è posta circa 25 centimetri più su”.
I miei occhi affondarono, quindi, in due laghi azzurro-verdi che mi riconciliarono con il creato. Disse qualcosa circa il suo nome, ma decisi unilateralmente che, per tenere presente l’importanza del suo Ben Di Dio, per noi sarebbe stata nota come ‘Ben’. E così fu.


Nota: Se qualche membro dell’equipaggio (sia egli stato fino ad ora menzionato o meno) ha voglia di raccontare avventure, descrivere comportamenti, intonare epiche…. Si faccia noto che il sottoscritto approva.
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