Storie dall'Hangar

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Re: Storie dall'Hangar

Messaggioda Dust » 27 nov 2015, 15:53

Naaman Keel ha scritto:ahahaha bellissimo Balax, e ora finalmente anche Giacominion può smettere di cacare il cazzo :D

sempre a psicoANALizzare gli altri tu :troll:
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Re: Storie dall'Hangar

Messaggioda Balax » 11 dic 2015, 10:59

Lo strano caso del DrBalax e di MrMoba.


MrMoba è un tiratore infallibile. Implacabile guerriero sul campo di battaglia: punta il suo nemico e non fallisce. MrMoba è uno spregiudicato giocatore d’azzardo: chiede a MrSconi di preparargli i caricatori delle armi, per cui capita che in mezzo ai colpi si trovino, in maniera del tutto casuale, una supposta di glicerina o un micro-dildo per criceti ed un potenziale headshot si trasforma in una farsa. MrMoba è un entusiasta smadonnatore: coordina con ammirevole precisione le sue azioni ad una sequela di insulti, di fischi, di muggiti e versi orgasmici. MrMoba è moderatamente dislessico: nel mezzo del campo di battaglia, quando scarseggiano le sue munizioni, la sua testa concepisce frasi come “Gradevole compagno di mille avventure, vorresti cortesemente rifornirmi di munizioni acciocché io possa tosto porre fine a codesto combattimento, aprendo un foro anale supplementare sulla fronte di quel fellone?”, ma la sua bocca dice “ASDGTYASDSSSS! PUTAMADRE! PASSAMI QUEI KATZ DI COLPI, ROTTINCULOOOOOO!!!!”… questo, a volte, genera qualche incomprensione nel gruppo. MrMoba è vagamente daltonico: i contatti che vede sul radar, per lui, sono tutti uguali… verde o rosso non fa differenza… lui fragga tutti. MrMoba conosce un sacco di lingue: una volta ha detto ad un Vanduul “Zaarach mottteesshaggga kuruud, abbeapp yaa!!” che tradotto significa “Mi piace il tuo bel salsicciotto, vedi un po’ se gradisci il mio!!!” prima di sparagli un missile a ricerca di calore.
MrMoba non sbaglia mai (se si fa eccezione per quella volta che ha comprato un materasso da Mastrota), ma quel giorno sbagliò….. mi diede del vecchio.
Se si fosse limitato a far finta di niente o, ancora meglio, a scusarsi per il lapsus, sarebbe tutto finito lì. Ma lui, fedele al suo spirito, ha iniziato a ridere sguaiatamente, accompagnando il tutto con sberleffi e mimando gesti osceni.
Ho sentito un fuoco crescere dentro. Ho deciso che era giunto il momento di fargli abbassare amorevolmente la platinata cresta. Enzo, che aveva capito, si lasciò sfuggire un sorrisetto, incoraggiandomi mentalmente.
Con gesto agile ho sfilato il catetere, preso una manciata di medicine buone per tutte le evenienze (gotta, sciatica, prostata, perdita della memoria e altro che non mi ricordo) ed infilate nel borsello in similpelle marrone, vestiti i piedi con le fidate ciabatte intrecciate in tinta con il borsello, inforcato il rombante deambulatore e mi sono gettato nel frenetico inseguimento.
Il mondo sembrava scivolare accanto a velocità pazzesca, mentre inseguivo il diabolico MrMoba che continuava a ridere come se non ci fosse un domani (immagine di Armà, sullo sfondo, che annuisce a braccia conserte). Guadagnavo terreno. MrMoba era un predatore e non era abituato ad essere preda. Lentamente imprecazioni ed ansimanti rantoli presero il posto di sberleffi e risate. Seguivo la scia della sua paura ed ogni giro di ruota del mio prode deambulatore era un chiodo sulla bara di MrMoba. La caccia mi galvanizzava e sentivo un sorriso maledetto allargarsi sul mio volto in fiamme. Cominciavo a sentire dolore ai muscoli, ma lui era messo peggio di me: aveva fatto colazione con cotechino e frappé alla nocciola… madornale errore.
L’avrei preso, ne sono sicuro. Ma il fato aveva progetti diversi e mi parò innanzi un ostacolo che non potevo ignorare né aggirare. Girato l’ennesimo angolo mi trovai di fronte un cantiere in costruzione. Gli occhi si dilatarono emozionati, trattenni il respiro e lo rilasciai lentamente, calmando il battito cardiaco. Rallentai il passo fino ad una camminata lenta, mentre il deambulatore si ripiegava autonomamente, trasformandosi in un cagnolino con guinzaglio, novello Transformer. Portai lentamente la mani dietro la schiena, la mano destra ad impugnare il polso sinistro, dopo essermi calato sulla testa un basco color vino, magicamente estratto dal borsello.
Passai le successive 9 ore a guardare i lavoratori nel cantiere, di tanto in tanto annuivo, altre volte scuotevo il capo, spandendo perle di saggezza, preziosi consigli, impronunciabili anatemi e qualche goccia di orina nelle mutande seminuove. Rapidamente dimenticai MrMoba e la tenzone che ci aveva interessati. I cantieri sono una sorta di terapia, una riconciliazione con l’Universo.
Finita che fu la giornata lavorativa, spariti gli operai e venuta meno la mia missione al cantiere, tornai verso l’hangar, facendo il giro lungo, per non perdermi nemmeno un bar dove far tappa.
Alla seconda fermata incontrai un sorridente MrMoba, inebetito dai Campari. Insieme demmo vita ad una memorabile serie di partite a tresette che ci vide contrapposti ad una coppia di astuti e temutissimi vecchiardi. Diciotto ore ininterrotte, sostenuti solo da flebo di Fernet, ciotole ricolme di arachidi tostate e l’incitamento di una folla indemoniata. La nostra clamorosa vittoria viene ancora oggi raccontata nei bar della zona, lì dove la realtà si sfoca nella nebbia della leggenda. Portammo onore al Clan Banshee, MrMoba ed io.
Tornando a casa ricevemmo un passaggio da MrSconi, che però andò a sbattere… ma questa è un’altra storia.
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Re: Storie dall'Hangar

Messaggioda Balax » 18 gen 2016, 14:25

14. TrasTullo

Cosa dire di Tullo che non sia già stato detto in qualche notiziario di cronaca mondana, in qualche forum ultranerd o in qualche trattato di psicologia?
Tullo era il nostro tuttofare. Infaticabile esecutore di ameni compiti eterogenei. Insindacabile elargitore di minchiate. Indiscutibile buontempone dal grilletto facile (anche quando il grilletto non era il suo).
In Tullo c’è sempre stato molto più di quanto apparisse in superficie: mascherava un animo sensibile ed accorto dietro una facciata di scanzonato menefreghismo. Ha sempre colpito la mia attenzione vedere come poteva passare da un argomento “colto” ad un argomento “coito” con una semplicità disarmante. Eppure manteneva una competenza encomiabile, qualunque fosse il ruolo di applicazione del momento.
Tullo era il prodotto un esecrabile esperimento volto al potenziamento delle facoltà mnemoniche. Il fatto che l’esperimento comportasse l’introduzione per via infranaticale di una sonda grossa come un estintore aveva scoraggiato la maggior parte dei volontari… ma non il nostro eroe.
Tralasciando i raccapriccianti dettagli delle operazioni, si è giunti alla conclusione che il cervello umano non è pronto ad avere un accesso simultaneo alla sommatoria di tutti i ricordi e tutte le conoscenze catalogate della storia umana… ed inoltre c’era il problema del bruciore al fondoschiena. Il soggetto sbavava, parlava in modo scombinato e sogghignava in maniera inquietante, oltre ad essere soggetto ad inspiegabili ed immotivati attacchi di entusiasmo.
Trovammo quindi Tullo, ormai in disarmo, abbracciato ad una bottiglia, in una notte che cambiò le nostre vite.
Il nostro contatto su Delamar ci aveva fornito informazioni che avevano portato Shakiro e me a entrare in un locale lercio e disgraziato. I contratti si assumono dove capita e non ci si può sempre permettere il lusso di scegliere. Fummo introdotti in una stanza privata talmente simile ad un sanitario che il precedentemente descritto locale in confronto sembrava il Million Mile High Club.
Qui un Banu di nome Taccitua Edetunonno prese con entusiasmo ad illustrarci le richieste per un trasporto urgente da effettuare con elevato grado di discrezione. La rotta non era eccessivamente impestata ed il materiale non era nemmeno difficile da trattare: si trattava di una persona.
Questa tal persona doveva essere portata su Yulin, poco distante dalla rotta del nostro pianeta-base, e consegnato ad un trepidante scienziato Banu che non vedeva l’ora di sezionarne l’encefalo. Pare che l’individuo avesse, scaraventate nel suo cervello, una quantità enorme di informazioni sulla razza umana. Pare che tra queste informazioni ci fossero indicazioni sulla locazione del noto boss della malavita, Chitemmuort, sul quale i Banu desideravano ardentemente mettere le mani. L’oggetto del nostro trasporto non sembrava in grado di estrarre le informazioni in maniera efficiente dalla propria scatola cranica, probabilmente a causa di un qualche intasamento. Il Tortellino diceva che gli avevano montato, tra cranio e bocca, un tubo da 8 invece che da 16 e che questo poteva essere il problema, perché i pensieri si ingolfavano e ne uscivano scombinati. Quindi si trattava di aprire, sezionare, analizzare e cestinare. Il soggetto Tullo non sarebbe sopravvissuto.
Normalmente questo genere di informazioni non sono cose che il committente direbbe agli incaricati, ma io sono sempre stato famoso per essere capace di far bere molto più di quanto il fegato potesse sopportare. Inoltre i Banu non sono capaci di sopportare più di tre galloni di Campari.
Non fu nemmeno necessario consultarsi: consegnare un essere umano, per quanto così male in arnese, nelle mani di un sadico Banu era fuori discussione. Inoltre Tullo impiegò solo una manciata di secondi a riscontrare le simpatie di tutto l’equipaggio. Instaurò in particolare un rapporto di adorazione verso Christos Iakobos che subito ribattezzò Giacomino, perché, a suo dire, gli ricordava un vecchio amico d’infanzia. Entrò in particolare empatia anche con Namasté, con cui si legò in un intreccio di amore-odio che fece sorgere più di qualche dubbio sulle inclinazioni sessuali dei due.
Dalla rocambolesca fuga che ne seguì siamo vessati dal morboso e contemporaneo interesse di Taccitua Edetunonno e di Chitemmuort, che desiderano chi farcela pagare e chi mettere le mani sul Tullo, alternandosi in queste intenzioni.
Oggi, a distanza di mesi, abbiamo finalmente saputo che il Banu si trova su una stazione orbitante nel sistema Tamsa, destinazione verso cui stiamo per recarci. L’idea è quella di porre un termine alla metà dei nostri problemi. Di Chitemmuort ci occuperemo a tempo debito.
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Re: Storie dall'Hangar

Messaggioda Dust » 18 gen 2016, 15:07

al nome del Banu sono caduto dalla sedia :lol:
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Re: Storie dall'Hangar

Messaggioda Zeff » 18 gen 2016, 15:22

Bellissimo grande balax !

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Re: Storie dall'Hangar

Messaggioda daphiel » 18 gen 2016, 18:06

Ha sempre colpito la mia attenzione vedere come poteva passare da un argomento “colto” ad un argomento “coito” con una semplicità disarmante.


:lol: :lol: :lol:
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Re: Storie dall'Hangar

Messaggioda Balax » 25 gen 2016, 14:02

Tre in uno.

Di Giampatex si potrebbe dire molto. Non lo farò. Mi limiterò a quelle poche cose che è necessario sapere per preservare la proprio sanità mentale, nel caso se ne fosse ancora dotati.
Giampatex convive con un certo orgoglio con un caso di acromegalia testicolare selvatica. I suoi testicoli pesano 5 chili cadauno e lui è costretto a camminare a gambe divaricate come un pistolero del diciannovesimo secolo. Giampa ha anche assegnato loro un nome, in modo da poterli identificare e distinguere. Spesso parlano fittamente tra di loro e sciorinano argomentazioni che manderebbero in sollucchero anche il più colto dei filosofi. Normalmente Catarsi e Panoplia (si…. è questo il loro nome) estromettono Giampatex dalle conversazioni, non ritenendolo all’altezza. Di tanto in tanto, comunque, li si può trovare nella branda che discutono dei massimi sistemi, di astrofisica, di vecchi videogiochi a 8 bit, di macchine e di tende canadesi. In quei frangenti lo si sente spesso chiamare Delirio, dai Gemelli Cocomero, perché si sa che non sta bene parlare con le proprie palle. E’ bene non inserirsi mai nei loro discorsi: il rischio di finire travolti da quell’ondata di sapere è elevato e già molti hanno perso il gusto per la vita per aver sottovalutato il pericolo.
Giampatex ama il campeggio. Soprattutto le campeggiatrici. Le campeggiatrici, invece, preferiscono Catarsi e Panoplia…. l’uno per il senso di quiete che trasmette, l’altro per l’animo guerriero e lo spirito indomito. E’ risaputo che le campeggiatrici si concedono a Giampatex solo per arrivare ai Gemelli Setolosi.
Non è noto il momento in cui Giampatex ha deciso di dedicarsi ai viaggi interstellari. La sua partecipazione è proficua e l’apporto nozionistico e scientifico dei gemelli NoceDiCocco è talmente notevole che si è pensato di fornire loro delle brandine autonome per dormire la notte. Solo la stoica opposizione di Giampatex ha evitato la separazione.
Giampatex è simpatico, di buona compagnia, sagace e di cuore nobile. Giampatex mi ha fornito delle magliette. I due fatti non sono tra loro collegati.
Tempo fa Giampi si era eclissato per dedicarsi ad uno dei suoi hobby preferiti: la conta delle svedesi. In seguito se ne persero le tracce, fatta eccezione per la fitta serie di mail inviate da Catarsi e Panoplia. Poco tempo fa un fortuito incontro con ReboundMe ha risvegliato la sua sete di avventure e così, in un candido mattino invernale, si presentò all’hangar con tutto il suo carico scrotale. Non è difficile voler bene a Giampatex… l’importante è ricordarsi di non fare sgarbo all’Ipertrofico Duo.
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Re: Storie dall'Hangar

Messaggioda daphiel » 31 mar 2016, 8:31

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Re: Storie dall'Hangar

Messaggioda Balax » 18 lug 2016, 13:50

Ricomincio........


Volava veloce, padrona dell’aria. Spinta dal piccolo motore biologico, vagava apparentemente senza meta. Non sembrava curarsi con eccessivo impegno dell’ambiente circostante. Ai miei occhi appariva addirittura strafottente. Finché il suo volo distratto non terminò sulla ragnatela che Mastro Ragno aveva steso con paziente perizia. Era stata messa in un punto talmente strategico da risultare addirittura scontato. Dico, mosca, sai che ci sono ragni in giro; sai che i ragni vanno ghiotti di mosche; sai che quel punto lì è quello dove chiunque volerebbe; come lo sai tu lo sa anche il ragno…. e nonostante questo ci passi? Allora forse te lo meriti. E io? Cosa vuoi che faccia? Vuoi che mi alzi e ti liberi, togliendo quindi il nutrimento a quel ragnetto che, con tutta probabilità, ha pure una famiglia? Vuoi che metta qualche cartello indicatore per quelle coprofaghe tue fastidiose sorelle, che non facciano la stessa fine? Si? Ma se non sapete nemmeno leggere! E poi piantala di dimenarti che squassi tutta la ragnatela… tanto ormai è finita. Ma cosa mi aspetto, io, da una che per campare mangia merda. Adesso giro la testa dall’altra parte… questo punto mi ha sempre fatto impressione… piantala, ho detto….

Il fatto è che il triangolo mosca-ragno-ragnatela è una perfetta sintesi di come vedo la mia vita.

A volte sono un po’ ‘mosca’, troppo abituato a stare sulla merda per rendermi conto che le cose possono peggiorare drasticamente. Troppo rompiballe per essere considerato ‘un tipo di compagnia’. Troppo ripugnante per essere preso in considerazione da una donna.

Altre volte mi sento più ‘ragno’. Famelico e paziente opportunista. Fallace architetto. Troppo pigro per spiccare un balzo e saltare in groppa alla stronza volante, preferisco metter trappole in cui solo le mosche più stupide (o quelle che non sanno leggere i cartelli indicatori) cadranno. Troppo taciturno e minaccioso per poter mantenere un’amicizia. Troppo spaventoso per essere preso in considerazione da una donna

Il più delle volte, invece, mi sento ‘ragnatela’. Immobile ed ebete spettatore dei drammi o delle felicità altrui. Autosufficiente nel suo non aver bisogno di nulla, tranne che di un creatore e di un manutentore. Questa condizione fa di me il narratore, più che il protagonista. Inoltre le donne odiano levare le ragnatele e quindi, anche in questo caso, non me la danno.

Riflettere su questa mia condizione non aiuta la mia autostima. Farlo stando steso sul lettino di uno psicologo automatizzato non migliora la situazione.
Così è da questa condizione privilegiata di individuo sdraiato che raccolgo le idee per parlare della mia vita al Dr. Lattina. Pensare che parlare dei fatti miei con una fotocopiatrice parlante possa farmi sentire meglio è talmente frustrante che dovrei andare da un’analista solo per questo motivo.

Sono uscito da pochi mesi da una camera sperimentale per il congelamento degli individui, dove ho dormito per quasi mille anni, dimenticato nel fondo di un magazzino, unico sopravvissuto della folle iniziativa di uno scienziato ex macellaio con il pallino per i freezer. Al tempo non avevo molto da perdere e mi interessava vedere come sarebbe stato il futuro. Così ho deciso di prestarmi a questa folle visione: ho venduto tutto quel poco che avevo e messo in banca il ricavato ed oggi ho un discreto capitale che mi permette di vivere agiatamente. La comunità UEE ha dimostrato per me un vivo interesse, almeno nei primi 15 minuti della mia nuova vita. Poi hanno definito che potevo essere mentalmente instabile e mi hanno obbligato a tenere queste sedute (anche se sono sdraiato le chiamano comunque sedute) per accertarsi che io non possa essere un pericolo per chi mi sta intorno. Illusi.

“Dottore, a volte mi chiedo: cosa ci rende speciali? Cosa fa di noi gli unici esseri capaci di infilarsi in una scatola semovente per 12 ore filate per poter godere di una vacanza di 4 ore in posto bello ma pieno di persone che sono state in una scatola semovente per le precedenti 12 ore? E’ per i pollici opponibili? Pfui… ce li hanno pure le scimmie…. Quelle merde inutili dei koala ne hanno addirittura due…. E’ per l’elevata qualità delle sfumature linguistiche? Un giorno le presento G-Onny e poi riconsideriamo la cosa…. No, dottore.. credo che sia per i sogni.. Lei sogna, dottore?” e così dicendo ruotai la testa per guardare il mio interlocutore. Assomigliava ad un cabinato da bar, quelli del pac-man. Ma forse lo sto già sopravvalutando.

“Sono un droide-psicologo RSI-9000, da poco riassegnato all’attuale compito. In precedenza ero una lavatrice e mi lasci dire che si trattava di un lavoro di gran lunga migliore di questo. No. Non sono programmato per avere sogni. Anche se, mi lasci ammettere, quando vedo la macchinetta del caffè all’entrata sono mosso da qualcosa…” e così dicendo si lasciava andare ad un inconscio movimento pelvico

“La pianti doc. E’ rivoltante.” Piagnucolai.

“Mi perdoni, signor Balax. Prosegua, prosegua pure. Parlare le fa bene. Dove voleva arrivare con questa cosa dei koala linguacciuti?”

“Ecco… io credo che l’uomo sia nato per un’epoca simile a questa, se non proprio questa… credo sia nato per navigare tra le stelle ed esplorare tutto l’esplorabile. Credo che tutto sia nato qualche milione di anni fa. Quando uno dei nostri progenitori, in una notte stellata, ha levato il braccio verso il cielo ed ha esclamato con entusiasmo ‘GUUU!’. Certo, la capacità dialettica non era il suo forte. La sua vita era tutta uno svegliarsi, mangiare, andare a caccia o raccogliere qualche bacca, scappare da una incazzosa tigre dai denti a sciabola, prendere a randellate in testa una qualche femmina da trascinare in un caverna per poter espletare in silenzio il suo ruolo riproduttivo, mangiare e poi dormire… il tutto in un ciclo senza fine. Oppure, se era una femmina, alzarsi, mangiare, preparare qualche sandwich di mammut per il cacciatore, rassettare la caverna ed occuparsi della prole, istruire la tigre dai denti a sciabola per rompere le balle al cacciatore e mettergli un po’ di pepe al culo, farsi prendere a randellate dal cacciatore per poi fingere uno o due orgasmi, mangiare e dormire… in un ciclo senza fine. Non c’era molto spazio all’incremento delle capacità linguistiche. Ma quel ‘GUUU!’ significava ‘Orsù, miei pelosi compagni, indirizziamo il nostro sviluppo al raggiungimento di quei puntini luminosi, dove potremo cercare le tigri dai denti a sciabola e rompere loro le balle almeno tanto quanto loro le rompono a noi’. Da allora tutto ha seguito uno sviluppo che ci permette, oggi, di fare quello che Sempronio (o Sempronia) si era prefissato. L’ho chiamato Sempronio (o Sempronia)… le piace il nome?”

“Interessante punto di vista, sig. Balax.” Disse il dottore con fare metallico. “Ma essendo questa una seduta obbligatoria tanto per lei quanto per me ed essendo tale seduta gratuita non mi sento in obbligo di rispondere né tantomeno di apportare qualcosa alla sua pur, mi spiace ammetterlo, brillante teoria. Mi limiterò a continuare la mia partita a Tetris finché lei non avrà alzato le sue insolenti chiappe dal mio prestigioso divanetto. Anche perché il nostro tempo è scaduto ed ho in sala d’attesa l’interessante caso di un fornetto a microonde che si crede un asciugacapelli. Ci vediamo la settimana prossima. Solita ora. E cerchi di dedicare qualche minuto all’igiene personale, nel frattempo.”

Mi alzai controvoglia, abbandonando la confortevole posizione. Il dottore mi odiava… ma non potevo completamente dargli torto… nemmeno io andavo molto d’accordo con me stesso. La seduta, tuttavia, mi fece sentire rinfrancato e carico. Forse era vero che tutto quel parlare e mettere a nudo la mia anima mi faceva bene. Ne avrei parlato con Namasté, più tardi.

Con quello spirito in tasca, mi incamminai verso l’Hangar. La cospicua disponibilità economica aveva fatto di me una sorta di imprenditore: avevo investito il capitale generato da un migliaio di anni di deposito nell’acquisto di alcune navi e dello spazio per contenerle. Il fatto che un investimento bancario abbia effettivamente fruttato un qualche genere di utile, dovrebbe farvi capire che questo scritto non solo è di pura fantasia, ma contiene tante e tali inesattezze ed incongruità da renderlo una cagata di proporzioni siderali.

Camminare lungo le strade era per me come vedere Blade Runner, ubriacarmi fortissimo e indossare un impermeabile. Sul serio…. Se non siete stati nel futuro, non potete capire. Tutto talmente vero da far male ai sensi. Se dovesse capitarvi di essere proiettati nel futuro di mille anni, vi fornisco lo stesso consiglio che è stato dato a me: i cambiamenti sono roba grossa… non cercare di assimilare tutto l’ambiente che ti circonda in un unico momento. E’ difficile che la mente riesca a non collassare messa di fronte ad una realtà così diversa da quella cui era abituata… fissati sulle piccole cose… analizzale… falle tue. Lentamente riuscirai ad aver ragione di una realtà che cerca di prenderti a calci nelle balle. Inoltre scoprirai molte interessanti sfumature su cui, di norma, sorvoleresti. Ti perderesti il bello, insomma…. Come il fatto che ci si ricordi ancora dei Led Zeppelin, mentre i The Kolors non sono menzionati nemmeno della pur dettagliatissima Enciclopedia Galattica.. e nel frattempo la Vodafone è fallita.

Girato l’ultimo angolo, mi trovai di fronte all’imponente struttura dell’Hangar, dimora del sottoscritto e di vari individui che col tempo si erano aggregati in un grumo di personalità estreme… coagulati intorno al sogno di un millenario demente e alla promessa di facili guadagni. La cooperativa era stata nominata Banshee a causa delle reazioni che suscitava negli altri. Per i meno colti, trascrivo un estratto della Enciclopedia Galattica circa il termine ‘banshee’: “La banshee è uno spirito femminile, descritto generalmente come una bella donna dai capelli fluttuanti … Può apparire sia come una donna che canta, sia piangente e avvolta da un velo. Altra caratteristica sono gli occhi perennemente arrossati dal pianto.”

Se avrete la pazienza di attendere che io scriva ancora qualcosa sull’argomento, leggerete la descrizione di alcuni dei più interessanti elementi della cooperativa, qualche aneddoto, molte imprecazioni; probabilmente noterete come la descrizione fornita dall’Enciclopedia Galattica sia incredibilmente coerente con quanto i Banshee rappresentano. Noi si fa piangere le persone e nel farlo si piange con loro. Dal ridere, dal dolore, dalla frustrazione, dalla gioia, dal piacere, dalla rabbia. Raramente si resta indifferenti, a meno di non essere uno stronzo di psicanalista meccanico che mi ha in cura.

Questo è un inizio.

Non prometto una prosecuzione, né, tantomeno, una fine. Anche se nella mia testa c’è già tutto, le mie mani sono pigre ed il mio tempo esiguo. Se non vi interessa leggere questo racconti che vi mando dal futuro, buon per voi. Tornate ad ascoltare i The Kolors (sono sicuro che li apprezzate). Per gli altri… a presto…..
Ultima modifica di Balax il 18 lug 2016, 15:40, modificato 1 volta in totale.
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Re: Storie dall'Hangar

Messaggioda Scorpion.it » 18 lug 2016, 14:10

Ben tornato ;)
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